Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 14 maggio 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, Gesù all’inizio della Sua opera pubblica ha scelto i 12 apostoli.
Siccome Giuda Iscariota ha tradito Gesù ed è andato nel posto che gli apparteneva Pietro prende l’iniziativa ed espone il problema davanti alla comunità di dover scegliere qualcuno che prendesse il suo posto. Tra due persone proposte bisognava sceglierne una. I discepoli hanno chiesto nella preghiera aiuto al Signore e la sorte è caduta su Mattia. Così è stato associato agli 11 apostoli.
Questo ce l’ha riferito san Luca negli Atti degli apostoli ed è una testimonianza autentica.
Esistono anche altre fonti scritte che parlano dell’apostolo Mattia, ma non sono tanto attendibili.
Certo è che Mattia ha testimoniato la sua fede in Gesù Risorto con la propria vita. Ha sigillato questa testimonianza con il martirio. E’ stato decapitato.

Egli è protettore dei macellai e dei falegnami.
La regina Elena, la madre di Costantino, ha fatto trasportare le reliquie dell’apostolo Mattia a Trier. In quella città è costruita un’abazia che porta il suo nome. Con il tempo è diventata un Santuario.

Cornelio Lapida, teologo biblico, ha fatto scrivere nella pietra nella basilica di san Mattia le seguenti parole: “Era molto colto nella legge del Signore; nel corpo puro; nello spirito saggio e sapiente nelle questioni della Sacra Scrittura. Era sobrio nel consigliare. Ha compiuto tanti miracoli. Come martire ha dato la sua anima a Dio”.

Il nome Mattia deriva dall’ebraico e significa “dono di Dio”. Veramente l’apostolo Mattia era un dono di Dio alla Chiesa, perchè ne è diventato un pilastro. Invitato ad aggiungersi agli 11 è stato testimone della Resurrezione di Gesù.
Grazie a Mattia e agli altri apostoli san Paolo ha potuto scrivere agli efesini parole che valgono ancora per tutti noi: “Fratelli, non siete più stranieri, ma cittadini dei santi. Siete costituiti sugli apostoli e sui profeti e la pietra angolare è Gesù Cristo Stesso. In lui si sostiene tutto il tempio e voi fate parte di questo edificio”.

Cosa ha dato tanta forza agli apostoli nell’annunciare Gesù Risorto? Hanno capito e hanno accolto col cuore le Parole di Gesù “amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi” e “nessuno ha un Amore più grande di dare la vita per i propri amici”.
Alla base della testimonianza apostolica ci sta l’Amore.
San Giovanni apostolo ha scritto le Parole di Gesù “rimanete nel Mio Amore. Se conserverete i Miei Comandamenti rimarrete nel Mio Amore. La Mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.
San Giovanni, l’apostolo dell’Amore, ha scritto il brano del Vangelo di oggi.
San Girolamo ha scritto di san Giovanni: “Da vecchio i cristiani lo prendevano per mano e lo portavano nella loro comunità. Lui ripeteva soltanto: ‘Figlioli, amatevi gli uni gli altri’. Quando gli dicevano che lo ripeteva sempre lui rispondeva: ‘Questo è il Comandamento del Signore e non mio’”.

Forse anche a noi annoia questa Parola che sentiamo spesso. E’ diventata una Parola banalizzata, ma l’Amore deve essere il fondamento della nostra vita e della nostra fede.

Un ragazzo aveva difficoltà a credere in Dio. Ha sentito parlare di un religioso di un convento vicino che tutti consideravano santo. E’ andato a cercarlo. Appena trovato il giovane gli ha chiesto: “Crede in Dio?” “Sì, certamente”. “Su cosa fonda la sua fede?” “Credo in Dio perchè Lo conosco. Sento la Sua Presenza nella mia vita ogni giorno”. Il ragazzo ha chiesto: “Come è possibile ciò?” “Quando fai opere di Misericordia ai tuoi cari, quando dimostri Amore fai esperienza di Dio e i dubbi spariscono”. Il ragazzo si è fermato un attimo a riflettere e ha domandato: “E io come potrei raggiungere questo livello di certezza?” “Facendo opere di carità. Cerca di amare i tuoi cari. Amali con Amore operante e in maniera perseverante. Più li amerai e più sarai convinto dell’esistenza di Dio e dell’immortalità dell’anima. Questa è la via sicura”.

Questo religioso ha solamente raccontato le parole di san Giovanni evangelista che dicono: “Amiamoci gli uni gli altri perchè l’Amore viene da Dio. Chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio, perchè Dio è Amore”.
L’Amore è essenziale per realizzarsi nella vita e giungere all’eternità. Fà la differenza tra una vita felice e una infelice. L’Amore garantisce l’ingresso in Paradiso. L’odio è la porta d’ingresso per l’inferno.

Una storia cinese racconta la differenza tra il Paradiso e l’Inferno. Ci sono due sale. In entrambe in mezzo c’è un tavolo lungo. Al tavolo sono serviti i pasti e la gente è seduta attorno ad essa. per prendere cibo le persone devono avere i bastoncini. Ma siccome li hanno molto lunghi chi li usa non può mangiare, ma deve far mangiare colui che sta seduto di fronte. In Paradiso gli uni alimentano gli altri. Nell’inferno non lo fanno e così nessuno può nutrirsi.

Fratelli e sorelle, l’Amore è esigente. Gesù non ce lo dà come un consiglio, ma come un comandamento. Non ci dice “vi consiglio di amarvi gli uni gli altri”, ma dice “Vi comando: amatevi gli uni gli altri”.
Gesù conosce il significato dell’Amore per la nostra vita. Gli apostoli hanno avuto bisogno di tanto tempo per comprenderlo. Avevano bisogno di esperimentare l’Amore crocifisso e di essere illuminati dallo Spirito Santo, affinchè questa coscenza potesse penetrare nel loro cuore. Soltanto in quel momento erano pronti per amare.
Sono diventati la fiamma d’Amore e hanno portato questa fiamma agli altri.
I primi cristiani accettavano questo Comandamento e lo vivevano seguendo l’esempio degli apostoli e testimoniavano il Signore fino al martirio. Il legame tra di loro e con il Maestro era forte. Gli altri li riconoscevano da ciò e dicevano: “Guardate come si amano”.

Anche noi, cristiani di oggi, siamo invitati a seguire l’esempio di san Mattia e degli altri apostoli per essere testimoni autentici di Gesù, per essere il sale della terra e la luce del mondo, come il Signore desidera da noi.

Amen.

fra Slavko Soldo

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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