Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 26 giugno 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».
Parola del Signore.


Nelle letture di oggi incontriamo due tragedie. La tragedia di Gerusalemme conquistata dal re di Babilonia Nabucodonosor, il massacro della popolazione e la distruzione del tempio. L’intera nazione diventa schiava. Alcuni vengono portati in Babilonia e altri vengono lasciati a fare i lavori forzati.
La seconda sventura è il destino di un uomo che soffre di lebbra. La legge levitica prescriveva che una persona lebbrosa dovesse portare vestiti strappati, che si coprisse fino al labbro superiore e gridasse: “Impuro, impuro!” Doveva dimorare da solo al di fuori della città.
Quando leggiamo oggi che una persona sofferente debba essere allontanata dalla società ci pare inaccettabile. La legge aveva una logica chiara: la malattia era contagiosa. Se il malato fosse rimasto nella comunità avrebbe infettato anche gli altri.

Nel libro del levitico e nella Sacra Scrittura ci sono ragioni più profonde religiose ed etiche. La malattia non colpiva qualche uomo dall’esterno in modo casuale. Il corpo e l’anima erano legate. Nella sacra Scrittura la persona è un insieme con tutte le sue parti: arti, sensi, cuore, mente, ma anche con i suoi comportamenti. Il peccato è sempre un segno della confusione. Se qualcuno ha sbagliato ne paga anche fisicamente le conseguenze. La malattia è il risultato del comportamento peccaminoso dell’uomo.

La medicina moderna non può considerare la malattia in questo modo. Quindi è inacettabile considerare la malattia una maledizione e la salute una benedizione.
Questa domanda si trova davanti a Gesù.
Cosa vediamo nel comportamento di Gesù? Il lebbroso osa valicare la linea tra puro ed impuro per venire da Gesù.
Secondo la legge Gesù avrebbe dovuto difenderSi e gridare: “Impuro, impuro!” Ma non lo fa. Si espone ai pericoli dell’infezione. Gesù stende la Mano, lo tocca e gli dice: “Lo voglio. Sii purificato”.
Gesù viola la legge. Lui mette sempre la salvezza al primo posto. Gesù ci rivela che non c’è nulla davanti a dio di più grande della vita umana.

Questo conferma ciò che diciamo nel Credo, cioè che Gesù è disceso per noi e per la nostra salvezza. Gesù, entrando in conflitto con la legge, ha creato un nuovo ordine. L’ordine di Dio. Non esistono persone espulse permanentemente dalla comunità.

La sicurezza della fede di questo lebbroso è così forte che deve stupirci. Gesù lo guarisce e lo invia ai sacerdoti. Essi hanno l’autorità per dichiararlo purificato. Gesù non salta questa istituzione e gli ordina di tacere su quanto accaduto. Ma non è riuscito a tacere e ha creato problemi a Gesù. Gesù, per non essere scambiato per un guaritore delle malattie fisiche, si ritira in luoghi solitari in silenzio e nella preghiera.
Questa guarigione e l’intera vita di Gesù ci insegnano a non cercare Dio solamente in cielo. La comunità umana è il luogo della Sua dimora e in modo particolare il cuore umano.

Ieri qui abbiamo celebrato il 39. anniversario delle apparizioni della Madonna. Eravamo solo noi croati cattolici a causa delle difficoltà come nel 1982 o nel 1992. Eravamo anche sotto l’occhio vigile dei pellegrini di tutto il mondo che desideravano essere qui.
Ci dobbiamo porre due domande. La prima è quando Medjugorje potrà essere nuovamente piena di pellegrini? La seconda è più importante: cosa c’è in noi dei messaggi della Madonna? Cosa è cresciuto in me dal seme del Vangelo? Porta frutti o no?

Il Signore non ci chiederà se ci sono pellegrini o meno a Medjugorje, ma ci chiederà se la chiamata al digiuno, alla riconciliazione reciproca, alla preghiera, alla vita sacramentale è caduta su un terreno fertile. Se, invece, in messaggio che Dio ci da attraverso la Madonna è caduto su un terreno arido, spinoso e sassoso non possiamo dormire sonni tranquilli. Pertanto spetta a noi nella parrocchia, in Erzegovina e nelle vicinanze porci sotto il Vangelo e non voltare le spalle ai messaggi della Madonna, perchè non tutto và secondo le nostre idee.

“Cari figli, ascolto le vostre implorazioni e intercedo presso Mio Figlio che è Via, Verità e Vita. Figlioli, ritornate alla preghiera. Aprite i vostri cuori in questo tempo di grazia ed incamminatevi sulla via della conversione. La vostra vita è passeggera e non ha senso senza Dio. Sono con voi per guidarvi verso la santità della vita, affinchè ciascuno di voi scopra la gioia di vivere. Figlioli, vi amo tutti e vi benedico con la Mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Questo è il messaggio della Madonna di ieri.
Questo messaggio riprende il Vangelo. Gesù è la nostra Via, Verità e Vita.
Dobbiamo aprire il cuore. Nonostante le circostanze siano spiacevoli attorno a noi questo è un tempo di grazia per la nostra conversione. “La vita è passeggera e senza Dio non ha senso”. La Sacra Scrittura dice: “Senza di Me non potete far nulla”.

“Io sono con voi per guidarvi verso la santità della vita, affinchè ciascuno di voi scopra la gioia di vivere”. Questi sono i bisogni essenziali della vita cristiana.
Apriamo lo spirito, il cuore, affinchè la Parola della Sapienza di Gesù tocchi la nostra vita e possa crescere e portare frutti di salvezza.

Amen.

fra Ivan Landeka

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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