Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 28 agosto 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, a volte guardiamo un albero carico di frutti. Ammiriamo tali frutti ed è come se ci venisse detto: “Raccoglili e mangiali”.
Colpiti dalla bellezza dell’albero non pensiamo all’origine dei frutti. Non pensiamo alle radici dell’albero, ai semi del frutto.

Con questa piccola riflessione desidero invitarvi a vedere da sta sera le cose in modo diverso. Oltre a riconoscere il frutto dobbiamo riconoscere la radice, la sorgente e la fonte di tutto.
Sta sera davanti a noi ci viene presentato un frutto. Questo frutto è sant’Agostino. L’albero sul quale è cresciuto questo frutto è sua madre, santa Monica. La sorgente è un pastore di Dio: sant’Ambrogio.
Parlare di sant’Agostino, dei suoi scritti, delle sue opere, trascurando la sorgente e l’albero non possiamo farlo. La sua santità è nata dalle preghiere della sua santa madre. Quanto è importante la madre nelle nostre vite. Quanto è importante che la madre, la profetessa di casa, preghi e benedica i propri figli. Aspetta la loro conversione e il loro ritorno dalle vie sbagliate.

Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, nel suo libro sulle donne sottolinea il ruolo grande della madre. Scrive: “Chiamata a risvegliare la vita religiosa nelle anime dei propri figli. La donna si deve realizzare come colei che accoglie la vita divina, perchè essa la muove e le dona la forza per tutto ciò che avviene nei figli e nei discendenti”.

Carissimi fratelli e sorelle, mentre le nostre orecchie sono rivolte in varie direzioni, mentre aspettiamo risposte senza sapere da chi, non è forse il tempo di ascoltare di più le nostre madri? Ascoltare le pie donne. Forse non parleranno con termini saggi, ma sicuramente nella preghiera e ispirate da Dio sapranno darci la parola giusta. Questo ci basta.
George Washington disse che ringraziava sua madre per tutta la educazione morale, per i valori intellettuali, per la conoscenza e per l’educazione fisica.

Fratelli e sorelle, anche noi che veniamo a Medjugorje ci sentiamo bene, perchè sappiamo che qui c’è la Mamma. Con la Mamma l’uomo si sente sicuro e forte. Qui l’uomo pensa: “Per me esiste sempre la possibilità di ritornare e di ricominciare nuovamente”.
Da un’atmosfera di una madre santa è nata la vita di sant’Agostino. Non solamente la vita biologica.
Sant’Agostino, attraverso le sue lotte di vita, è arrivato alla conversione, perchè aveva la madre che pregava per lui. Ricordiamo le sue parole conosciutissime “ti ho amato troppo tardi Bellezza Antica e sempre nuova”..
Ma egli dice un’altra cosa: “Tutto questo tempo nelle vie sbagliate: lussurie, passioni, non vita. Dio, Tu eri in me, ma io ero fuori di me stesso.
Capite? “Io ero fuori di me stesso”. Questo che cosa ti dice? Se non sei veramente con Dio l’uomo è al di fuori di sè”.
Sant’Agostino dice: “Tu mi hai chiamato, Signore. Gridavi. Hai superato la mia sordità. Hai allontanato la mia cecità. Hai sparso il profumo che mi ha attirato. Quando Ti ho conosciuto, o Dio, ho sentito la pace. La mia anima arde per Te”.

Fratelli e sorelle, forse qualche volta vi domandate: “Bisogna pregare? Bisogna attendersi la conversione di qualcuno? Abbiamo la forza di pregare per la conversione dei nostri cari?”
Ecco la risposta: sì. Sant’Agostino è stato chiamato per mezzo della preghiera di sua madre. La sua cecità è stata allontanata da sua madre e quando Dio lo ha toccato non poteva più fuggire.
Ricordiamoci di tanti peccatori, da Maria Maddalena in poi. Dopo aver incontrato Gesù non potevano allontanarsi da Lui. Durante la Via Crucis e sotto la croce la Maddalena è rimasta fedele e presente fino alla fine.

Le lotte spirituali sono grandi. Sant’agostino dice che ci sono 5 livelli di lotta: la sofferenza, il successo, la carriera, la ricchezza, i piaceri sessuali. In questi campi ha dovuto lottare.
Fratelli e sorelle, non ci troviamo forse anche noi in alcuni di questi campi? Possiamo dire che siamo lontani da queste affermazioni?
Finchè non tocchiamo la Misericordia e Dio Vivente faremo fatica nella lotta contro queste pesti. Sant’Agostino sottolinea che la grazia di Dio ci offre una vita nuova. La grazia giustifica.
Egli ha detto: “Dio che ti ha creato senza il tuo aiuto non può salvarti senza il tuo aiuto”.
Fratelli e sorelle, in tanti posti possiamo trovare la spiegazione della Misericordia. Si parla della grazia, ma noi ci siamo allontanati dalla penitenza e dal pentimento. Il santo ci ripete: “Dio non ti può salvare senza il tuo aiuto”. Dobbiamo dire il nostro “sì” a Dio e non soltanto basarci sulla Misericordia e continuare la nostra vita peccaminosa.
A sant’Agostino una nuova nascita ha dato uno sguardo nuovo sulla vita. Non esiste uno sguardo puro senza Dio.

Molti oggi scrivono che la Chiesa è ignorante e ad essa piace il popolo ignorante e frena lo sviluppo. Basta ascoltare sant’Agostino. Egli tappa tutte le bocche calunniose: “Gli ignoranti, che non conoscono nemmeno l’alfabeto, scrivono precetti per l’umanità intera”.
Sant’Agostino scrisse 130 libri. Ha difeso la Chiesa da coloro che nel IV. secolo sostenevano che Essa fosse responsabile della fine dell’impero romano.
Fratelli e sorelle, qualcuno ci dirà che la Chiesa e il Cristianesimo sono responsabili del fatto che il mondo si stia distruggendo. Per questo abbiamo bisogno di persone che sappiano proteggere la limpidezza dell’insegnamento della Chiesa. Solo così smaschereremo tutto ciò che desidera opporsi a Cristo e ai pastori.

Carissimi fratelli e sorelle, lo scrittore Franz Birago ha citato sant’Agostino in un suo libro. Ha scritto: “La dignità e l’onore sono importanti. Si allontani da questa tavola colui che offende volentieri l’onore degli altri”.
Quante persone oggi offendono la dignità, l’onore, la sana ragione in un tempo in cui vogliono imporci modi di comportamento dettati da centri di potere? Non abbiamo più possibilità di scelta e libertà. Forse non intuiamo nemmeno cosa sta succedendo.
La libertà e la libera volontà sono minacciate. La libertà è il Comandamento di Dio scritto nell’anima umana. Già domani il tuo onore, la tua dignità e la tua libera volontà saranno calpestati. Sarai espulso dalla società se non rispetterai le norme.
Non voglio entrare negli effetti di un vaccino, ma nel campo della libera volontà dell’uomo. L’uomo oggi esiste con la propria libera volontà e coscienza.
Se non voglio prendere un vaccino o un farmaco arriverà il momento che sarò espulso dalla società senza possibilità di fare ricorso. Sarai espulso dalla società.
La libera volontà non ti aiuterà in un mondo che non comprende quale libertà Dio da all’uomo. Questa libertà porta con sè anche la responsabilità.

Una volta sant’Agostino ha pianto sulla sua vita crocifisso tra gli ideali e le passioni. Diceva: “Signore, quanto durerà questa situazione? Che cosa devo fare ora?”
Spesso ci poniamo queste domande nella nuova situazione di pandemia. Quanto durerà questa situazione?
Sant’Agostino ha sentito la voce di un bambino. Non di un adulto o di un saggio, ma di un bambino. La risposta che ha sentito vale anche per noi: “Prendi e leggi”. Gli è stato indicato di leggere la Sacra Scrittura e cercare le risposte in Gesù Cristo, nella Parola viva del Signore.
Noi oggi cerchiamo le risposte su Google o sui social. “Prendi e leggi”. Nella Sacra Scrittura ci sono le risposte per la mia vita, per la tua, per la nostra, per la vita di sant’Agostino, per quella di ogni persona.

Amen.

fra Mario Knezović

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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