Omelie

Omelia della Santa Messa – Medjugorje, 27 novembre 2020


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore.


Cari fedeli, nel Vangelo abbiamo appena sentito Gesù che dice: “Osservate la pianta di fico e gli alberi. Quando già germogliano capite che ormai l’estate è vicina.
L’uomo è capace di riconoscere i segni dentro a sè e attorno a sè. Riconosciamo i segni del tempo che passa, delle stagioni, della vecchiaia, della maturità, dell’amicizia, dell’amore.
Riconosciamo anche i segni della malattia. Negli ultimi 9 mesi in tutti i mass media si parla della pandemia da coronavirus. Nei mass media, però, non sentiamo mai l’implorazione “il Signore ci aiuti”.

Nel Vangelo abbiamo letto: “Il Regno di Dio è vicino. In verità Io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno”.
Com’è possibile che non riconosciamo la vicinanza del Regno di Dio che è tanto visibile? Come mai l’uomo non riconosce l’Amore di Dio?
Molti cercano di aiutare i malati di corona virus con impegno e con conforto. Alcuni pregano più intensamente.
Non possiamo interpretare questa crisi come punizione di Dio, ma come opportunità di ritornare a dio, cambiando la nostra vita, dando spazio a ciò che è importante, lasciando gli idoli falsi.
Dio ha riversato in noi il Suo Amore. Ha versato il Sangue di Suo Figlio per noi. Ci ha donato Suo Figlio e la Sua Vita. Ci dona la Sua Parola. Manda i Suoi profeti. Manda i Suoi sacerdoti.
Dio ci parla attraverso ogni credente sincero.
Come mai non riconosciamo i segni di Dio? Lui è la Sorgente di tutto. Lui è l’inizio e la fine.
Le Parole di Gesù non spariranno mai. Queste Parole rappresentano tutti i valori che stanno in Dio.

Andiamo verso la fine dell’anno liturgico. Abbiamo celebrato la festa di Cristo Re dell’universo. Fra due giorni è la prima domenica d’Avvento.
E’ il tempo di riflettere se vogliamo appartenere a cristo Re dell’universo e stare nel Regno che Lui ci offre. Se la risposta a questo invito è positiva il Signore quando verrà ci condurrà nel Suo Regno.
Preghiamo di poter riconoscere i segni e interpretarli in modo giusto.
Nella Sacra Scrittura che leggiamo negli ultimi giorni dell’anno liturgico Gesù ci dice che le cose sono passeggere. Oggi lo riassume nella storia del fico.
Gesù ci ammonisce di osservare i segni dei tempi per distinguere cosa ha un valore vero e cosa passa.
Le Parole di Gesù sono Verità che non passerà mai. “Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno”.

Come vivo? A quale categoria di persone appartengo? Cosa è importante per me? Ciò che è passeggero o ciò che lascia tracce nell’eternità?
Dobbiamo riflettere su queste domande. Si tratta del processo di ricerca del Regno di Dio.
Le Parole di Gesù diventano un criterio che ci offre risposte per la nostra vita. E’ un processo interiore, un processo spirituale.
E’ difficile comprenderlo e viverlo.

Signore, nelle nostre incertezze ci rivolgiamo a Te. Ci dici di essere sempre pronti. Aiutaci a rimanere svegli. Donaci la coscienza di poter imparare dalla Presenza di Dio. Aiutami a comprendere la Tua Presenza nella mia vita e nel mondo intero. La natura ci può insegnare tante cose. Gesù voleva che noi imparassimo da un albero di fico, dai gigli.
Anch’io posso riflettere, imparare, studiare. Tutto passa, ma la Buona Novella rimane, perchè viene da Dio.
Dio è insistente e desidera arrivare al cuore dell’uomo, affinchè riconosca ciò che è importante, non solo sulla terra, ma anche per l’eternità.
La comunione con Dio è il tesoro più grande che l’uomo difficilmente comprende. Ma Dio continua a venire incontro all’uomo con il Suo Amore, con il Suo Regno, con la Sua Vita.
La fine dell’anno liturgico è una possibilità per andare verso una vita nuova. Il Regno di Dio è in noi e attorno a noi. Inizia tutte le volte che facciamo qualcosa di buono. Quando diamo da vestire a qualcuno, quando gli diamo un bicchiere d’acqua, un pezzo di pane, quando lo consoliamo, lo andiamo a visitare, quando gli doniamo un sorriso.

Il Regno di Dio inizia su questo altare, dove impariamo a fare ciò che ha fatto Gesù. Impariamo a donarci.
Qui inizia l’eternità.

Fratelli e sorelle, lo crediamo?
Viviamo secondo la nostra fede? Siamo membra vive di Cristo?
La nostra esistenza sulla terra è passeggera. Qui iniziamo il nostro cammino verso Dio, ma non lo terminiamo sulla terra.
L’Apostolo dice: “Il tempo è breve. Questo mondo passa”. Questa non è un’esortazione al pessimismo.
Il fedele deve scoprire nella vita concreta di tutti i giorni l’eternità. L’uomo deve rapportarsi seriamente con Dio in tutte le sue faccende sulla terra.
Partecipare al Regno di Cristo e alla Sua Missione regale significa scoprire in se stessi e far scoprire agli altri la dignità regale che si esprime nella disponibilità a servire seguendo l’esempio di Cristo. Cristo non è venuto per essere servito, ma per servire.
Per regnare servendo è richiesta la maturità spirituale. Per fare questo ci vogliono le virtù.
Il Regno di Dio è in noi. La Parola di Dio è nel nostro cuore, nella nostra vita. Colui che prega per il Regno di Dio prega per il Regno che porta dentro di sè, affinchè porti frutto e si sviluppi.
In ciascuno dei santi Dio regna. Ogni santo obbedisce alle leggi di Dio che sono in noi.

Concludo con le parole di san Pietro: “Impegnatevi con fede. Assicuratevi le virtù. Siate perseveranti, devoti. Amatevi gli uni gli altri. Se vivrete così e crescerete in questo modo porterete tanto frutto e comprenderete Gesù cristo. Chi non vive così è cieco. Ha dimenticato di essere purificato dai suoi peccati. Cercate di fortificarvi nella vostra chiamata. Facendo così vi sarà assicurato l’ingresso nel Regno eterno di nostro Signore Gesù cristo”.
Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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