P. Jozo Grbeš sul Krizevac: Ogni volta che percorriamo la via della croce, siamo sul cammino del sacro

Cari fratelli e sorelle,
la croce ci invita a riflettere su colui che su di essa ha trasformato il mondo e ha cambiato ogni uomo che desidera seguirlo. Nell’intera storia dell’umanità, solo uno è universalmente riconosciuto per la croce; solo al suo nome si associa la croce e solo a lui è legata la crocifissione. Egli stesso è la croce. Solo uno ha rivoluzionato il mondo, e il suo nome è Gesù. Egli rappresenta provocazione, ispirazione e salvezza per questo mondo. Sebbene il mondo sia ricco di menti brillanti, di saggi di ogni genere e di filosofi d’Oriente e d’Occidente, solo lui ha affermato: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia la salverà. A che serve infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, possedere ogni cosa, e poi perdere sé stesso? Se amate solo coloro che vi amano, quale ricompensa ne otterrete? Gli ultimi saranno i primi, e i primi saranno gli ultimi.” Gli umili di questo mondo sono i più potenti. Verità e amore procedono insieme. Amare è la più importante missione dell’uomo. L’amore è tutto ciò che l’uomo dovrebbe incarnare, perché Dio è amore”. Così parlava Gesù, e ci ribadisce ancora questo: “Sebbene il dare la vita sia un paradosso, è una perdita che in realtà vince. Dando, l’uomo riceve. Dando, riceviamo sempre. La storia umana stessa ricorda i donatori, non coloro che prendono”.
Cari fratelli e sorelle, Gesù di Nazareth, colui che fu crocifisso, si è umiliato per incontrare l’uomo. Come ci insegna Paolo, “si è umiliato, facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce”. Proprio in virtù di questa umiltà, Dio lo ha innalzato, donandogli un nome al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio, nei cieli, sulla terra e sottoterra. Questa umiltà è così grande che chiunque creda in lui possa avere la vita eterna. Oh, quanto è semplice questa formula: diventa amico di Gesù, e otterrai l’eternità! Se l’umiltà ha condotto Dio sulla terra, allo stesso modo l’umiltà può portarlo nella nostra vita. Perciò, cari cristiani, voi avete un solo e unico cammino, e quel cammino si chiama umiltà. Il testo sacro ci rivela che il suo nome possiede potere. Egli è l’unico davanti al quale pieghiamo le nostre ginocchia. Quando ci inchiniamo a lui, non ci prostriamo a nient’altro e a nessun altro: né a un uomo, né a un potere, né a una cosa, né a un’idea. Se ci inchiniamo ad altri, allora non siamo suoi. Nel suo nome ci risolleviamo, speriamo, guariamo, perdoniamo, ci liberiamo dal male e siamo salvati. Il suo nome infonde forza, e per il suo nome avviene la salvezza. Pertanto, invochiamo il suo nome.
Oggi il salmista ci esorta: “Non dimenticate le opere del Signore“. In altre parole, non dimenticate lui. Potete dimenticare tutto e tutti, ma non dimenticate lui. Perché? Nessun’anima desidera essere dimenticata. Questa croce ne è il segno. Sì, è vero che se non dimentichiamo lui, non dimenticheremo nemmeno nessun altro uomo. Egli ci dona persone affinché non siamo soli nel nostro cammino. Ma, d’altra parte, è altrettanto vero che se lo dimenticate, saranno inutili tutti coloro che ricordate, e rimarrete soli. La realtà più dolorosa dell’esistenza umana è proprio questa: rimanere soli, non sentire amore, non essere perdonati o non essere salvati. “Non dimenticarmi” è il grido di ogni uomo. Perciò, cari amici, non dimentichiamo lui. Se non lo dimentichiamo, allora nella nostra vita tutto si sistemerà come deve. È una semplice formula di saggezza. La croce è un segno. Sulla croce stessa si è compiuto qualcosa di grande: è accaduto il perdono. “Padre, perdona loro, perché non sanno”. Questa è una grande verità: l’uomo commette peccato nell’ignoranza. Per questo direi: “non sapere” è peccato. “Oggi sarai con me nel mio regno”, dice al ladrone accanto a sé. In altre parole, il perdono non ha limiti né intervalli temporali. Una seconda realtà sulla croce è espressa nelle parole: “Figlio, ecco tua madre”. L’uomo, per mezzo della croce, ha ricevuto una madre. Ogni uomo ha ricevuto una madre, colei che ci insegna a tacere e ad essere, una madre che rimane tale anche quando non c’è più fisicamente. Con lei è bello viaggiare, ricordiamocelo. Per lei e tramite lei anche voi siete saliti su questo monte. Lei conduce sempre alla croce. E la terza realtà è la consegna. Su quella croce egli dice: “Padre, nelle tue mani”. Quando consegniamo il nostro spirito nelle mani di Dio, allora il cielo ci si apre, e non serve altro. Questa è la sua saggezza. Così parlava, così viveva, così fu crocifisso, e così si offre a noi.
Cari fratelli e sorelle, che questa croce qui sul Križevac, e ogni croce – sia quella presente nelle nostre case che quella che portiamo al collo – sia per noi un segno che lo seguiamo, che diventiamo persone umili, che viviamo l’amore, perdoniamo tutto e tutti, e affermiamo: “Signore, la mia vita è nelle tue mani, io credo in te”. Non abbiamo a chi altro rivolgerci, perché il mondo non perdona, il mondo odia la verità. Dire la verità è estremamente pericoloso in ogni epoca, e nel nostro tempo in particolare. Il mondo uccide: ha ucciso un grande uomo d’America, Martin Luther King; uccide i bambini di Israele, di Gaza, i bambini dell’Ucraina, i bambini del Sudan, della Somalia, milioni di persone in innumerevoli luoghi del mondo. In ogni angolo della terra, questo mondo uccide. Questo mondo che odia la verità ha anche ucciso Fra Bernardin Smoljan che, insieme alla gente di Medjugorje, eresse questa croce circa 90 anni fa. Perciò, cari amici, dobbiamo scegliere continuamente nella vita, ogni giorno. Scegliete lui. Con lui, l’uomo è al sicuro. Con lui sarà più semplice essere umili e dire la verità. Scegliamo lui. Cristo è amore. Se scegliamo lui, la nostra vita sarà semplice e diventeremo testimoni.
Fonte: Solennità dell’Esaltazione della Santa Croce, Santa Messa dal Križevac – 14/09/2025.
ndr: trascrizione personale non propriamente letterale dell’omelia