Articoli e video vari

Il Cardinale Peter Turkson ha presieduto la Santa Messa a Medjugorje

13/02/2026

Il Cardinale Peter Turkson, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha presieduto questa sera, 13 febbraio, la Santa Messa a Medjugorje. Si trova in visita privata in questa località e, accompagnato dal suo segretario, ha visitato i luoghi di preghiera di Medjugorje e la stazione radio “Mir Medjugorje”.

Il Cardinale Turkson ha ricoperto numerosi incarichi in Vaticano: è stato Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace dal 2009 al 2017, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale dal 2017 al 2021 e, in precedenza, Arcivescovo di Cape Coast in Ghana dal 1992 al 2009. È stato creato cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel 2003. È membro del Dicastero per la Dottrina della Fede, del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del Dicastero per l’Evangelizzazione e del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Il benvenuto a Medjugorje e il ringraziamento per la sua presenza sono stati espressi, prima dell’inizio della Santa Messa, dal vicario parrocchiale di Medjugorje, fra Antonio Primorac, che ha tenuto l’omelia durante la celebrazione serale.

Nella sua omelia, fra Antonio si è soffermato sul brano del Vangelo in cui viene portato a Gesù un sordomuto, che Egli guarisce. Ha parlato dell’importanza dei sensi nella nostra vita, chiedendosi se siamo consapevoli del dono che abbiamo ricevuto. Ha spiegato come le persone conducano a Gesù — mentre Egli attraversa terre pagane, territori considerati dai farisei impuri e quindi peccaminosi — un uomo sordo e con difficoltà nel parlare.

“Si aspettano che gli imponga le mani, che lo guarisca. Vogliono che lo faccia a modo loro perché hanno visto, o forse sentito qualcosa su di Lui, e ora gli chiedono di ripetere un gesto simile. Sono pronti a controllare la situazione. Proprio come spesso noi stessi ci aspettiamo dal Signore: di avere il controllo, di dire noi come una cosa debba essere o in che modo debba accadere”, ha affermato fra Antonio, spiegando poi perché Gesù porti l’uomo in disparte, lontano dalla folla.

“Perché a volte chi ha le orecchie non è capace di ascoltare. Qui il Vangelo vuole renderci consapevoli che il vero problema non sono coloro che non possono udire, i sordi, ma coloro che ascoltano continuamente gli altri. Non per sapere cosa pensano o come si sentono per entrare in empatia con loro, ma perché vogliono conformarsi a loro, vogliono far parte della massa, cadere sotto l’influenza della folla, vivendo sotto la pressione di ciò che pensano gli altri”, ha detto fra Antonio, aggiungendo che l’immagine del sordo è l’immagine di ognuno di noi, poiché tutti abbiamo le orecchie, ma a volte siamo sordi alla Sua Parola.

“Per questo quel ‘lo condusse in disparte’ significa: esci da quel villaggio, esci da quella folla, esci da quelle catene. Apri le tue orecchie, ascolta te stesso, ascolta la voce di Dio. Hai occhi, hai orecchie, puoi percepire il mondo con i tuoi sensi, libero così come Dio ti ha creato”, ha affermato fra Antonio, proseguendo sulla necessità di trovare pace e silenzio, di sottomettersi al silenzio per trovare Dio.

“Molti a Medjugorje hanno trovato il senso del soprannaturale, hanno scoperto la bellezza interiore, hanno scoperto proprio la Sua voce soave. Hanno anche scoperto che il digiuno, la preghiera e il silenzio sono la via di liberazione da una falsa immagine di Dio, dalla schiavitù di alcune dipendenze, dalla schiavitù del peccato. E qui risuona sempre quell’invito al ritorno alla sorgente, alla conversione a Dio”.

Marco dice inoltre che Gesù pose le dita nelle orecchie dell’uomo sordo, come a dire: se vuoi udire ciò che desidero per te, se vuoi udire qual è il vero desiderio di ogni cuore, devi smettere di ascoltare tutto il rumore esterno. Ti porto via da quella folla, ti porto via da quelle voci, ti do uno spazio libero, voglio toccare la realtà della vita di ciascuno. Affinché tu sia libero, affinché tu smetta di essere limitato dalle opinioni e dalle aspettative degli altri, dal male, dalle seduzioni del male e del peccato, ma affinché tu sia in pace per poter udire chiaramente”, ha detto fra Antonio, riferendosi alla parte del Vangelo in cui Gesù dice all’uomo malato: “Effatà!” – “Apriti!”.

“Marco traduce quella parola aramaica, ‘apriti’, non come ‘orecchie, apritevi’, ma ‘apriti, uomo’, apri il tuo cuore, apriti alla voce di Dio, alla grazia che Dio ti vuole donare. Anche nel battesimo dei bambini abbiamo questa stessa parola, quando si toccano le orecchie e la bocca del bambino e si dice appunto ‘apriti’, affinché il bambino si apra alla grazia di Dio che riceve nel battesimo. E subito gli si aprirono le orecchie, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. Un’apertura interiore, aprirsi, ascoltare, udire, per essere capaci di parlare”, ha spiegato fra Antonio Primorac, illustrando l’invito di questo brano evangelico e esortando a imparare l’umiltà da Maria perché “Dio donerà la sua grazia agli umili”.

“Che questo luogo santo e questo invito della Madonna siano sempre uno stimolo affinché i nostri occhi siano sempre rivolti alla vera luce del mondo, sempre a Gesù Cristo. Abbracciate Gesù tutti insieme, così come lo ha abbracciato il vecchio Simeone, così come lo ha vissuto il beato Cardinale Alojzije [Stepinac], così come hanno vissuto i nostri fratelli frati, venerabili servi di Dio, felici di aver potuto vedere con i propri occhi, prima della morte, la luce di tutte le genti, Gesù Cristo”, ha detto fra Antonio Primorac, concludendo la sua omelia con le parole del beato Alojzije Stepinac: “Se volete trovare Gesù con sicurezza, allora cercatelo nelle mani di Maria”.

Fonte: Radio-Medjugorje.com (traduzione automatica con AI)

(Visitata 28 volte, 1 visite oggi)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *