Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 17 giugno 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, questo brano del Vangelo fa parte del discorso della montagna fatto da Gesù. Questo discorso è racchiuso nel quinto, sesto e settimo capitolo del Vangelo di Matteo. Il brano che abbiamo ascoltato fa parte del sesto capitolo.

In questo brano Gesù ci parla della corretta comprensione della pietà. Per gli ebrei, secondo il libro di Tobia, ci sono tre elementi principali nella vita spirituale: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Nel Suo discorso Gesù menziona questi tre elementi.
All’inizio abbiamo sentito il monito di Gesù: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro”. Con queste parole Gesù ci spiega che non è necessario fare solo quello che il Padre Celeste ci chiede, ma è importante anche il modo in cui lo facciamo.

La giustizia, cioè l’adempimento della Volontà di Dio, non contiene nulla di negativo o peccaminoso, ma ci possono essere degli abusi in questo adempimento, cioè nella nostra devozione. La parola “devozione” è un termine che indica il modo in cui l’uomo entra in relazione con il divino. Egli fa qualcosa che lo avvicina a Dio. La devozione è una relazione con il Dio vivente e richiede giustizia. La Giustizia è una condizione di qualsiasi amicizia sincera. Ecco perchè è importante sbarazzarsi di tutti gli abusi e di ciò che rende sbagliata quella relazione.

Di quali abusi stiamo parlando?
Gesù parte dall’elemosina. Il Signore dice che quando diamo l’elemosina non dobbiamo suonare le trombe e vantarci davanti agli altri, perchè la mano sinistra non deve sapere ciò che fa la mano destra. Il narcisismo e l’egoismo sono malattie particolarmente presenti nel nostro tempo in cui molti sono connessi con i network e i social.
Il fatto di preoccuparsi eccessivamente dei propri beni e di innalzarsi sopra gli altri stanno diventando le vie guida di molte vite umane. Le persone che hanno queste malattie vedono il mondo intero come il loro palcoscenico. Come se il mondo iniziasse con loro e finisse con loro. Per salire su quel palcoscenico vengono usati tutti i mezzi. Spesso vengono utilizzate anche le opere umanitarie per raccogliere qualche like e per farsi vedere meglio degli altri. Nessun uomo è esente da queste malattie. Nemmeno noi cristiani.

Proprio per questo Cristo ci avverte di non fare buone opere per essere lodati dagli altri e per guadagnare qualche applauso. Cristo ci dice che la motivazione per fare un’opera buona non è mai il nostro guadagno o per ottenere prestigio e onore. E’ un calcolo che non ha nulla a che fare con il bene.
Quando facciamo del bene per la nostra gloria stiamo abusando del nostro prossimo per amore verso noi stessi. Usiamo un mezzo nobile per uno scopo egoista. Per questo Gesù dice: “Hanno già ricevuto la loro ricompensa”.

Questo ammonimento si può applicare non solo quando la nostra motivazione è nutrire l’ego, ma anche quando abbiamo la giusta motivazione. Credo che ognuno abbia sperimentato quanto sia difficile tenere per noi stessi una buona azione. Anche se non l’abbiamo fatta per vantarci di fronte agli altri. In noi esiste questa tendenza umana a confidarci con qualcuno e a vantarci e a ricevere il riconosciimento per l’opera buona. “Hai fatto bene. Bravo. Molto bene”. Il bisogno umano della lode esiste già dalla nostra più tenera età. E’ evidente nei bambini piccoli che si aspettano che i genitori vedano le loro buone azioni e hanno soddisfatto le aspettative e quindi meritano il loro amore.
Ci sembra impossibile accettare di fare qualcosa ed essere disposti ad accettare che questa buona opera non sia mai conosciuta tra la gente. Questo è esattamente ciò che Cristo chiede ai Suoi discepoli e a ciascuno di noi: fare il bene senza aspettarsi il riconoscimento e la ricompensa umana.

Perchè ci sembra così difficile. Il divario è tra la nostra comprensione puramente umana e quella di Cristo. La differenza sta nella comprensione di Dio.
Noi facciamo un’opera buona per Amore di Dio, ma in noi si risveglia quello umano. E’ come se cercassimo qualcuno che garantisse che abbiamo fatto quell’opera nel caso in cui Dio non se ne accorgesse. Si evidenzia una mancanza di fiducia. Ci manca la fiducia che il Signore vede la nostra opera nel segreto e che la ricompenserà.

Cari fratelli e sorelle, per resistere a queste tentazioni abbiamo bisogno di uno sguardo orientato all’eternità e di fiducia.
Uno sguardo rivolto all’eternità ci fa comprendere che tutto ciò che facciamo non lo compiamo per una ricompensa, ma per l’eternità. Ci permette di capire che siamo solo passeggeri in questo mondo. Non ce ne facciamo assolutamente nulla della gloria terrena, perchè la nostra patria è nei cieli. Per essa dovremmo lottare con tutto il nostro essere.
Questa visione ci ricorda che il Signore Dio è uno solo e di adorare e servire solo Lui. Quindi tutto ciò che facciamo dobbiamo farlo solo per la gloria di Dio. La fede ci da la certezza che a Dio nulla è nascosto. L’Onnipotente ci ripagherà ogni buona opera già qui sulla terra, ma soprattutto in cielo.
Cristo ci dice: “Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

Come parla dell’elemosina così il Signore parla della preghiera e del digiuno. Ci dirige verso ciò che è gradito agli Occhi di Dio. Dio vede le cose in modo diverso rispetto a noi uomini. Egli non guarda l’esteriore, ma penetra nel nostro cuore. Ci richiede il cuore intero, un cuore che non sia diviso tra le cose mondane e quelle celesti, tra la lode umana e quella di Dio.
Ciò non significa che dovremmo negare o mentire quando qualcuno nota il nostro digiuno o la nostra preghiera, ma è importante avere la consapevolezza per Chi lo facciamo. Questo è ciò che Gesù ci sta dicendo. E’ per questo che ci incoraggia ad essere riservati e umili.

Un esempio di questa segretezza e umiltà l’abbiamo nella nostra Madre Celeste, la Regina della Pace. Maria appare nei primi capitoli del Vangelo di Luca. Un pò anche in Matteo. Ma con la venuta di Gesù Cristo nel mondo Maria semplicemente scompare. E’ come se si fosse persa tra i versetti della Bibbia. Nel resto del vangelo Maria è menzionata raramente.
Qui si manifestano la Sua segretezza e umiltà. Essere umili significa conoscere il proprio posto. Maria sapeva che avrebbe dovuto lasciare il posto a Suo Figlio, così alle nozze di Cana dice ai servi: “Fate tutto ciò che Lui vi dirà”.
Sebbene sia la Madre del Figlio di Dio sa che Gesù merita il primo posto. Le Sue preghiere, le lacrime, il digiuno, le sue opere buone rimangono nascoste a chi legge il messaggio evangelico. Sono state rivelate solamente a Colui che vede nel segreto. Colui che vede nel segreto La pone al di sopra di tutte le creature. Le ha dato il più grande onore che nessuna creatura abbia avuto e potrà mai avere.
Impariamo da Lei.

Possa Maria, Regina della Pace, modello di pietà e umiltà, insegnarci e supportarci nella costruzione di un giusto rapporto con Dio.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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