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31° Mladifest- Omelia della Santa Messa del 3 agosto 2020 celebrata da Tomo Vukšić

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=pnhbrjRZFP0


Omelia della santa Messa – Medjugorje, 3 luglio 2020

Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.


Eccellenze reverendissime, nunzio apostolico, visitatore apostolico, reverendo padre provinciale, caro padre parroco e fratelli sacerdoti, cari giovani, amici di Gesù, nei racconti evangelici che ascoltiamo in questi giorni nelle sante Messe seguiamo la predicazione pubblica di Gesù in Galilea. Si era ritirato in quella zona dopo aver saputo che Giovanni Battista era stato arrestato. Questo deve averLo reso molto triste, ma ha continuato la Sua missione con coerenza.
Il numero di persone che venivano ad ascoltarLo cresceva continuamente e Lui predicava loro con chiari messaggi, parabole e compiva miracoli nel desiderio di aiutare persone nel bisogno. Tutto ciò con l’intenzione di aprire gli occhi delle loro anime e dei loro cuori, affinchè si convertissero e accettassero che con la Sua venuta il Regno di Dio si stesse avvicinando.

Mentre Gesù predicava Erode fece uccidere Giovanni il Battista e la notizia di quel fatto trovò Gesù sulle rive del lago di Galilea che gli ebrei chiamavano “mare”, detto anche di Tiberiade o Genezaret.
La morte di Giovanni ha colpito moltissimo Gesù. Abbiamo letto ieri nel brano del Vangelo di Matteo come Gesù ha reagito.
Udito ciò Gesù si ritirò in disparte in un luogo deserto, ma quando la gente sentì che Gesù era vicino una folla grande si radunò attorno a Lui. In questa occasione Gesù ha guarito i malati e Si è commosso per le persone affamate e ha sfamato miracolosamente circa 5000 uomini, oltre alle donne e ai bambini.

Come seguito di questi eventi oggi la Chiesa ci offre un altro brano del Vangelo di Matteo. Apprendiamo che Gesù non era contento della reazione degli apostoli e della gente dopo il Suo miracolo. Subito ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederLo sull’altra riva mentre Egli avrebbe congedato la folla.
Congedata la folla salì sul monte solo a pregare. Venuta la sera Egli se ne stava ancora solo lassù.

Gesù, cari fratelli e sorelle, per qualche motivo costrinse i discepoli a trasferirsi sull’altro lato del lago. Ci chiediamo perchè.
Dal Vangelo dell’apostolo Giovanni – anche lui descrive questo episodio – si apprende che Gesù Lo ha fatto perchè la moltitudine, stupita da ciò che aveva compiuto, voleva proclamarLo re. Si può presumere che anche gli apostoli fossero soggetti all’impressione dell’evento e dell’entusiasmo della folla. Al contrario Gesù vuole proteggere la Sua missione da qualsiasi interpretazione politica e trionfalista e, dopo aver mandato gli apostoli dall’altra parte del lago, Si ritira in disparte e prega.

Il lago di Galilea è insolito. E’ lungo 21 chilometri e largo 13. La sua superficie è di 166 chilometri quadrati. La sua profondità massima è di 43 metri. Tuttavia si trova a 210 metri sotto il livello del mare. Dopo il Mar Morto è il secondo mare più basso al mondo. Una tale posizione fa sì che una navigazione su di esso può essere molto insicura, cosa che accadde proprio agli apostoli. Quando la barca era lontana dalla riva apparvero le onde pericolose e il vento contrario. Gli apostoli hanno combattuto con il vento e con le onde quasi tutta la notte. Anche se alcuni di loro conoscevano già bene il lago, perchè prima che Gesù li chiamasse era il loro luogo di pesca, il loro tormento durò fino all’alba e non riuscirono ad attraversarlo.
Verso la fine della notte Egli venne verso di loro camminando sul mare per aiutarli. Gli apostolistanchi furono molto impauriti per l’insolita venuta di Gesù. Lui si rivolse loro con le seguenti Parole: “Coraggio. Sono Io. Non abbiate paura”.

E’ molto importante notare, cari fratelli e sorelle, che questo “sono Io” di Gesù, con il quale Si presenta agli apostoli, è la stessa formula con cui il Signore Dio si rivolge a Mosè nel roveto ardente. Si rivela come “Io sono”, “Jahwè”, il Signore Dio. “Io sono” equivale a “Jahwè”. E’ il nome con cui la comunità dei fedeli dell’Antico Testamento chiamava Dio, loro Signore. La comunità cantava “Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti”. I credenti cattolici citano questo canto in ogni santa Messa.
Proprio per aver udito il Nome di Dio l’apostolo Pietro Gli disse: “Signore, se sei Tu, comanda che io venga da Te sulle acque”.
Questo evento in cui Gesù cammina sulle acque, oltre ad essere un miracolo, è anche il momento dell’epifania di Gesù agli apostoli.

Un’altra grande lezione di questo brano del Vangelo provviene dal comportamento degli apostoli e in particolare di Pietro. Lui, dopo le Parole della rivelazione “sono Io”, dice prontamente “Signore” e così professa la Sua fede nella Sua Divinità. Immediatamente questa sua fede fu attaccata dal dubbio, perchè aggiunge “se sei Tu”. Quando Gesù gli disse di raggiungerLo sulle acque Pietro partì davvero e quindi superò il suo dubbio, ma il vento e le onde hanno fatto sì che subito si è spaventato ancora e ha cominciato a dubitare di nuovo iniziando ad affondare. Subito Gesù stese la mano, lo afferrò e disse: “Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?”

I miracoli di Gesù sono sempre un mezzo con cui esprime cura e Amore per le persone nel bisogno ed aiuta a risolvere alcune difficoltà. Essi sono principalmente un mezzo di predicazione e sono al servizio dell’annuncio del Vangelo e portano al bene.
Questo è anche il caso di quando Gesù cammina sulle acque. Può sembrare che la manifestazione della divinità di Gesù sia l’unico obbiettivo. In realtà questo miracolo è stato causato dalla necessità degli apostoli di salvare le loro vite e dal grande desiderio di Gesù di aiutarli. Quando Gesù li liberò dal pericolo nacque negli apostoli questa affermazione: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”

“Comanda che io venga da Te sulle acque”. Queste sono le parole che manifestano che Pietro basa la sua fede più su un miracolo che sulla Parola di Gesù. Pertanto tale fede è imperfetta, mentre quella perfetta non cerca miracoli, ma crede in Dio che parla. Crede che la Verità sia ciò che è stato rivelato da Colui che è la Verità pura.
Pertanto noi fedeli di Gesù preghiamoLo di salvarci dalle tentazioni di poca fede e di dubbi che ci condurrebbero ad uno stato in cui Gesù dovrebbe dire come a Pietro: “Uomo di poca fede. Perchè hai dubitato?” Oppure dovrebbe rimproverarci come fece ai farisei che Gli chiesero un segno: “Perchè questa generazione chiede un segno?”

Almeno un messaggio è particolarmente importante in questo brano di Matteo per tutti e specialmente per voi giovani. Le vite umane e la fede dell’uomo in Dio sono simili alla navigazione degli apostoli verso l’altra parte del lago. Questo perchè quando viaggiamo verso l’altra parte della vita e vogliamo seguire quella direzione non sono rare le notti che minacciano di perdere la giusta direzione, le ansie che scoraggiano, le paure che ci invitano ad arrenderci, la nebbia dei dubbi, i venti contrari che rallentano la marcia. Eppure sappiamo che Gesù ci ama così come siamo. Il nostro Salvatore è venuto tra gli uomini solo perchè sono così come sono.

Sappiamo anche che a noi, che siamo i discepoli dei nostri giorni, sta sera Gesù sta dicendo: “Coraggio. Sono Io. Non abbiate paura”.
RingraziamoLo per questo. preghiamo che Dio stenda sempre la Sua Mano in aiuto verso ognuno di noi.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Mons. Tomo Vukšić

Fonte: (Trascrizione a cura di A. Bianco)

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