Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 2 settembre 2020


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, cari fedeli, questa sera nel Vangelo abbiamo visto Gesù guarire la suocera di Simone dalla febbre e le persone che hanno accompagnato da Lui diversi malati.
Proprio nel 2020 in cui stiamo vivendo possiamo trovare questa febbre. Tante persone nel mondo sono malate. Mai come oggi Gesù deve guarire. Mai come oggi abbiamo avuto bisogno di invocare Gesù dicendo: “Gesù, vieni in questo mondo. Posa la Tua Mano e guarisci”.

So che Gesù ha dato a noi sacerdoti un grande potere. Ha detto a Pietro che qualsiasi cosa noi leghiamo sarà legata e qualsiasi cosa noi sciogliamo sarà sciolta. Ma noi sacerdoti ci poniamo delle domande: in che modo siamo una Mano tesa del Signore? In che modo portiamo il lieto annuncio agli uomini?
Noi sacerdoti che stiamo camminando nel mondo, prima della morte dobbiamo porci una domanda: “Ma davvero abbiamo annunciato la lieta novella? La Chiesa, attraverso di me, ha potuto dare Cristo agli uomini?”

In un messaggio la Madonna ha detto: “State attenti. Satana è libero e falcia le anime”. Davvero è così. La Madonna vede meglio di noi.
Gli uomini sono senza lavoro. I giovani sono depressi. I matrimoni sono minacciati. Gli uomini sono insicuri. Ovunque troviamo paura. Nessuno ci può aiutare se non Gesù Cristo. Perciò dobbiamo invocarLo di venire nella nostra vita.

Poco fa ero a Badia. Lì c’era padre Jozo. Ha detto che nel tempo d’oggi c’è sempre più bisogno di persone che fanno il pane. Ci sono tanti che mangiano il pane, ma qualcuno deve fare il fornaio.
Nella mia parrocchia a Citluc ho posto la domanda: “Chi di voi ha fatto oggi il pane?” Pochissimi.
Quando andiamo nel panificio troviamo un ambiente molto caldo e vediamo il fornaio tutto sudato. Allora vogliamo andare via in fretta. Ma qualcuno deve fare questo pane.
Oggi nelle famiglie chi fa il pane? Lo fa la madre. Se non c’è lei lo fa la nonna o il padre. A colui che ha fatto il pane vengono tanti per mangiarlo: bambini, amici.

Questo vale anche a livello spirituale. Gli uomini hanno fame. Hanno fame del Dio Vivente.
Chi può preparare questo Pane? Noi sacerdoti siamo chiamati a fare ciò. Noi sacerdoti dobbiamo dare agli uomini Cristo.
Oggi più che mai dobbiamo pregare per i sacerdoti. Più che mai dobbiamo pregare per la Chiesa che abbia forza. Conosciamo la storia della Chiesa e posso dire con sicurezza che mai ha vissuto momenti più difficili di quelli attuali.
Si è innalzata la tenebra sulla Chiesa e su tutto il mondo. Per questo la Madonna ha detto che il demonio sta falciando le anime.
Avete mai visto qualcuno che lavora con la falce? Questo non raccoglie piano piano, ma taglia.
Il demonio velocemente si prende una città, uno stato, tutto.
Per questo abbiamo bisogno di Maria nella nostra vita. Abbiamo bisogno di Gesù Cristo.
Permettiamo a Gesù di vivere in noi e per mezzo di noi.

Dobbiamo dire una cosa: noi sacerdoti tante volte abbiamo vissuto per noi stessi, per la nostra voce, per il prestigio.
Gesù, invece, ci chiede di portare Cristo alla gente. Vi confido: ho paura a pensare quanta gente è affamata.
Noi sacerdoti sentiamo che dalla mattina alla sera ci bussano alla porta. Ci chiamano. Tutti chiedono aiuto. La gente si sente persa.
Qualche volta mi spavento e mi chiedo: “Come posso aiutarli?”
Il male colpisce anche i sacerdoti e prende loro la forza. Colpisce pure noi. Noi siamo l’ultimo ponte tra il cielo e la terra. La Chiesa è l’ultimo baluardo della Verità di Cristo.

Papa Francesco cita un esempio in un suo libro: un uomo è venuto in Vaticano dalla Germania. E’ venuto perchè Papa Leone XIII per la prima volta ha aperto l’archivio vaticano al pubblico. E’ come se tu questa sera dicessi ai vicini di casa: “Vi apro casa mia. Qualsiasi cosa troviate aprofittatene”.
Cosa voleva fare quell’uomo nell’archivio vaticano? Voleva trovare del materiale per scrivere un libro contro la Chiesa. Aveva tanto materiale da consultare per scrivere il libro migliore. Di fronte a sè aveva libri dell’inquisizione, delle crociate, di scandali. L’intero archivio segreto. Cosa è successo? Quell’uomo è diventato cristiano. E’ entrato come ateo ed è uscito come cristiano.
Gli hanno chiesto: “Come mai? Cosa è successo?” Ha risposto: “Io sono uno storico. Nessuno può ingannarmi. Quello che c’è di negativo nella Chiesa è stato fatto dagli uomini e dalle debolezze umane. Ma nonostante ciò ho sentito che la Chiesa è una creatura del Signore. Dio ha voluto la Chiesa”.

Dio ha voluto la Chiesa. Gesù è vivo nella Chiesa. Forse non dovevamo chiudere le chiese durante la pandemia. E’ come quando un uomo è malato e ha bisogno della medicina e noi gli chiudiamo la farmacia. Non dovevamo chiudere le chiese.
Come sacerdote ve lo dico. Abbiamo commesso un grande errore. Questo è un nostro sbaglio. Dinnanzi a Cristo dobbiamo dire: “Mia colpa”.

Questa è la verità. Gli uomini sono sempre morti e sempre moriranno, ma senza Cristo non abbiamo nessuna possibilità, non abbiamo la vita, non possiamo vincere.
La nostra peggiore opzione per noi è quella di non far giungere Cristo agli uomini.
Se dovesse capitare nuovamente una situazione simile credo profondamente che la Chiesa si comporterebbe in maniera diversa. Credo che la Chiesa sarebbe più saggia. Credo che la Chiesa non si farebbe più ingannare. Anche la Chiesa può sbagliare e può avere paura se in Essa non c’è la chiarezza della fede e lo Spirito Santo.
Perciò invito tutti voi, come ha detto Papa Giovanni Paolo II, a non chiudere mai le porte a Cristo. Non dubitate mai della potenza di Cristo. Egli è Dio. Non è un semplice uomo.
Gesù dice chiaramente: “Dinnanzi a Me si piegherà ogni ginocchio”. Lui è il Medico. Lui non chiede diagnosi. Non devi fare controlli. Lui ti guarisce e poi non ti dirà mai: “Vieni ad un controllo”. La Sua medicina dura sempre. Non costa nulla, ma ti fa guarire. Non dobbiamo dubitare mai della potenza del Dio Vivente. Dio vivente può vincere in questo mondo.

Un uomo non andava mai a Messa. Era un poveraccio. Lavorava in una fabbrica; aveva una paga bassa e sentiva sempre questa ingiustizia. Durante la pausa pranzo un altro che credeva in Dio gli parlava sempre del Signore. Gli diceva: “Dio è potente. Dio ti ama. Vai alla Messa. ConosciLo e vedrai che ha pronte per te cose meravigliose”. L’uomo rispose:”Và bene. Se mi capita lo farò”.
Un giorno quest’uomo passeggiando è entrato in chiesa. Era la prima volta che lo faceva. Cosa ha visto per primo? Ha visto la Via Crucis. Sotto le stazioni ha letto: “Condanna di Gesù a morte”; “Gesù cade sotto il peso della croce”…
A metà delle stazioni l’uomo si è messo a piangere, perchè ha compreso che la stessa cosa che era accaduta a Gesù avveniva nella sua vita. Anche Gesù è stato colpito dall’ingiustizia.
Uscito dalla chiesa ha esclamato:”Mai più vi entrerò di nuovo”.
Cosa voleva dirci questa storia? L’uomo non è arrivato fino all’ultima stazione. In quella stazione si vede che Gesù è Risorto e ha vinto.

Oggi ho parlato con una signora e le ho detto: “Beati noi cristiani. Noi abbiamo Dio vivo”.
Io sono sacerdote. Ogni giorno celebro la santa Messa, prego il Rosario. Nonostante ciò il male mi colpisce. In questi due ultimi giorni ero schiacciato. Ho pensato: “Poveri gli uomini che non hanno la Messa e il Rosario. Cosa farà il male con loro?”
Per questo la Madonna viene qui e ci insegna ad aiutarci gli uni gli altri.
Dobbiamo portare gli uomini a Cristo. La Madonna lo sta facendo da 40 anni. La sentiamo pochissimo.

Siamo diventati attivi: tieni la distanza; metti la mascherina. Questo lo abbiamo fatto subito. Anche nelle scuole si fa così. E’ incredibile quanto la paura sia entrata nelle istituzioni, dalle più grandi alle più piccole. Questa lezione è stata appresa in due settimane, mentre la lezione della Madonna in 40 anni non è giunta a noi.
Magari non è del tutto colpa nostra. Tanti hanno ostacolato gli uomini a venire qui per convertirsi. Lo continuano a fare anche oggi. Non si fa venire qui le persone perchè Dio è vivo qui. Fanno andare da tutte le parti, ma non qui.
Noi cristiani abbiamo bisogno dell’incontro con Dio vivente nell’Eucaristia e con la Madonna. Perciò concludo con un’invocazione.
“Cara Maria, Madre nostra, non abbandonarci mai. Quarant’anni sono tanti, ma non è nulla rispetto al male che ci minaccia. Mosè ha condotto per 40 anni il popolo per raggiungere la terra promessa. Noi abbiamo mali molto peggiori di quelli dell’epoca di Mosè”. Se Mosè ha avuto bisogno di 40 anni per noi oggi servono molto di più per arrivare a seguire la Madonna. Questa storia durerà a lungo. Il cielo non può ritirarsi da questa situazione. Con chi rimarremo se Lei se ne andrà via? Chi guiderà questo popolo se Medjugorje si spegne? Se questa storia finirà la tenebra avvolgerà il mondo.
Questi sono i polmoni del mondo. Qui la Chiesa respira spiritualmente. Sono convinto che Maria non tacerà davanti al nostro grido. Dio può allungare questa storia di altri 40 anni. Dio non misura il tempo come noi. “Maria: noi abbiamo bisogno di Te. Senza di Te e senza Gesù Cristo nella nostra vita saremo perduti”.
Più che mai oggi abbiamo bisogno di Gesù e di Maria.
Anche voi avete diritto di cercare Cristo e di vivere per Lui. Qualsiasi cosa capiti non permettete mai di farvi mancare Cristo, anche se cercassimo noi sacerdoti di fare ciò.

fra Goran Azinović

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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